Negli ultimi anni si è parlato molto della situazione finanziaria delle imprese e della crisi economica che ha interessato il mercato globale. Uno dei motivi principali è stato la mancata concessione del credito da parte delle banche, ma viceversa anche la qualità del debito delle stesse imprese nei loro confronti.

 

Insieme ad altri aspetti, la sostenibilità di un’azienda si basa sul principio basilare che ogni vendita deve essere seguita da un incasso ragionevolmente certo. Nonostante questo possa sembrare ovvio, è molto importante effettuare una buona analisi preventiva sull’affidabilità di una transazione commerciale e su quali condizioni viene realizzata tale vendita.

 

Se pensiamo al settore bancario, tale esigenza è ancora più facilmente comprensibile: prima della concessione di un prestito o di un mutuo, se siamo clienti, l’istituto di credito ci richiede e controlla l’importo delle buste paga, l’anzianità sul posto di lavoro, l’età, i risparmi disponibili, ecc. Tuttavia, essi richiedono anche altre informazioni a fonti ufficiali, come l’indebitamento con la stessa o con un’altra entità bancaria, oppure se hanno importi scaduti o non pagati e così via.

 

E per quanto riguarda le aziende? Naturalmente, come le banche, anche le aziende chiedono ai loro clienti informazioni prima di vendere a credito, con la differenza che le aziende possono incontrare il problema di perdere un potenziale grande cliente a causa della difficoltà di fare richieste tempestive sulla loro solvibilità.

 

Molte delle aziende, pertanto, cercano queste informazioni sui loro clienti presso istituti e società specializzate o analizzano i conti annuali pubblicati per vedere la loro solvenza. Questo, però, comporta l’impegno di una parte delle loro risorse umane nel cercare tali informazioni attraverso vari siti web. Una volta ottenute le informazioni, queste vengo analizzate e utilizzate per decidere se può essere concessa una certa linea di credito.

 

La crisi economica e la Business Intelligence sul rischio di credito

La crisi economica e il timore delle vendite non pagate hanno portato ad un’evoluzione dell’analisi e della concessione di nuovo credito ai clienti. Tale situazione ha comportato l’emergere della Business Intelligence applicata al rischio di credito.

 

Grazie a questa tipologia di strumenti, le aziende hanno la possibilità di avere tutte le informazioni pubbliche, provenienti da qualsiasi entità, nel proprio portafoglio clienti e in un’unica applicazione, essendo in grado di analizzare più velocemente e precisamente la situazione creditizia di un cliente. Le aziende, inoltre, che si affidano alle versioni più avanzate di Business Intelligence possono usufruire di una migliore qualità di analisi del credito del loro portafoglio clienti, basandosi su informazioni storiche. Tale approccio conduce ad avere un vantaggio rappresentato dalla costruzione di indicatori di rischio utili per la gestione, ottenuti grazie a una serie di algoritmi econometrici.

 

Affinché la qualità di questi indicatori di rischio sia il più coerente possibile con la realtà, è necessario che le informazioni fornite dalle imprese siano reali e complete. Solamente in questo modo sarà possibile prevedere il comportamento futuro del cliente e fornire raccomandazioni diverse a seconda del caso in questione.

 

In conclusione, grazie ai progressi statistici e agli sviluppi nell’analisi e nella gestione del rischio di credito, oggi le aziende dispongono di strumenti più potenti e affidabili per gestire al meglio i rischi ed evitare situazioni incerte che possano mettere a repentaglio la loro sopravvivenza a medio-lungo termine.